Nodo parlato nautico: come farlo e quando usarlo

Pubblicato il

Foto dell'autore
Pubblicato Da Francesco

Le maree insegnano che il tempo cambia, ma l'amore per il mare resta.

Una cima ben sistemata rende ogni manovra più semplice, soprattutto quando sei a bordo e hai bisogno di fissare rapidamente una cima. Il nodo parlato nautico è una legatura pratica, compatta e facile da sciogliere, utile per bloccare provvisoriamente una cima attorno a un supporto.

Impararlo richiede pochi minuti, ma devi conoscere bene i limiti del nodo. La tecnica corretta, la scelta della cima e un controllo finale accurato migliorano la sicurezza durante le tue uscite in barca.

This post may contain affiliate links. If you make a purchase through these links, I may earn a small commission at no extra cost to you.

Per vedere una dimostrazione chiara dei passaggi, puoi guardare questo video:

Che cos’è il nodo parlato nautico e a cosa serve

Il nodo parlato, conosciuto anche come clove hitch, è formato da due giri incrociati attorno a un oggetto. Le spire restano vicine e stringono il supporto quando la cima mantiene una trazione regolare.

A bordo puoi usarlo per fissare temporaneamente una cima a:

  • un candeliere della battagliola;
  • un tientibene o un palo;
  • una bitta durante una fase provvisoria;
  • un supporto utilizzato per sistemare un parabordo;
  • un elemento durante una legatura o una piccola operazione di bordo.

Il suo vantaggio principale è la velocità. Puoi regolare la posizione della cima senza costruire una legatura lunga o difficile da sciogliere. Per questo è utile durante le manovre, negli esercizi di vela e nelle situazioni in cui devi tenere ordinata una cima per poco tempo.

Il nodo parlato non va confuso con una legatura definitiva. Se la tensione cambia spesso, il supporto è liscio oppure la cima viene sollecitata in direzioni diverse, il nodo può allentarsi o scorrere. La guida al clove hitch di Animated Knots mostra bene questa caratteristica.

Una cima mostra il nodo parlato completato e tre passaggi su sfondo avorio.

Come fare il nodo parlato nautico passo dopo passo

Prima di iniziare, scegli una cima asciutta, pulita e senza sfilacciamenti evidenti. Per esercitarti, usa un diametro simile a quello che impiegherai a bordo. Una cima molto rigida o troppo sottile cambia la sensibilità del nodo.

Individua subito le due estremità:

  • l’estremità fissa, chiamata anche dormiente, è la parte che prosegue verso il carico o resta collegata alla cima;
  • l’estremità corrente è la parte libera che utilizzerai per formare il nodo.

Tieni l’estremità fissa con una mano, senza lasciarla scivolare. Usa l’estremità corrente con l’altra mano e procedi così:

  1. Porta la cima corrente dietro il supporto, per esempio un candeliere o un palo.
  2. Riportala davanti al supporto e falla passare sopra la parte fissa. In questo punto si forma il primo incrocio.
  3. Continua il giro attorno al supporto, creando una seconda spira accanto alla prima.
  4. Inserisci l’estremità corrente sotto il tratto della seconda spira appena formata.
  5. Sistema le due spire una vicino all’altra, senza sovrapporle.
  6. Tira l’estremità fissa e quella corrente in direzioni opposte, poi fai scorrere il nodo contro il supporto.

Il risultato deve mostrare due giri ordinati e paralleli. L’estremità corrente deve uscire vicino alla parte fissa, non rimanere libera in una posizione che possa impigliarsi.

Non stringere il nodo con forza eccessiva prima di aver controllato la sua forma. Una legatura disordinata è più difficile da sciogliere e può perdere la sua funzione. Per ripassare la sequenza, confronta anche la spiegazione illustrata del nodo parlato.

Come controllare il nodo prima di usarlo

Un nodo corretto non si valuta soltanto dall’aspetto. Dopo averlo formato, verifica che le due spire siano complete, aderenti e orientate nello stesso senso.

Prova a far scorrere leggermente la cima lungo il supporto. Se il nodo si apre subito o le spire si separano, rifallo da capo. Controlla anche che l’estremità corrente sia abbastanza lunga da non uscire dal giro durante una trazione moderata.

La superficie influisce molto sulla tenuta. Un candeliere metallico liscio, una cima bagnata o una corda molto elastica possono facilitare lo scorrimento. In questi casi, non affidarti al solo nodo parlato. Puoi aggiungere una legatura di sicurezza temporanea, se la manovra lo consente, oppure scegliere un nodo più adatto.

Per fare pratica, lavora a terra con il supporto fermo. Ripeti il movimento lentamente, nominando a voce l’estremità fissa e quella corrente. Quando le mani riconoscono la sequenza, potrai eseguire il nodo con maggiore rapidità anche in pozzetto.

Il nodo parlato non è adatto a carichi elevati o a situazioni in cui la sicurezza dipende esclusivamente dal nodo.

Quando non usare il nodo parlato nautico

Evita di usare il nodo parlato come unico fissaggio per un ormeggio, per una cima di sicurezza, per il traino o per qualsiasi manovra sottoposta a forti strappi. Non è la scelta giusta neppure quando la trazione cambia continuamente o arriva da più direzioni.

In presenza di carichi importanti, scegli una legatura specifica per la manovra. Se ti serve un’asola fissa, puoi approfondire il gassa d’amante attraverso la guida al bowline di Boat-Ed. Per un ormeggio, segui invece le procedure indicate dal manuale dell’imbarcazione, dal comandante o dal personale del porto.

Il nodo parlato è più adatto a un fissaggio provvisorio, a una regolazione rapida o a un supporto che puoi controllare spesso. Dopo averlo utilizzato, verifica sempre la cima, il punto di attacco e l’eventuale presenza di abrasioni.

Il nodo parlato nautico diventa utile con la pratica

Il nodo parlato nautico è una tecnica essenziale per chi ama la vela, le barche e le vacanze in mare. Si esegue rapidamente, occupa poco spazio e permette di fissare una cima attorno a un supporto in modo ordinato.

La parte più importante è distinguere l’estremità fissa da quella corrente, formare due spire regolari e controllare la tenuta prima di procedere. Usalo per ciò che sa fare bene, senza affidargli carichi elevati o compiti di sicurezza primaria.

Ripeti la sequenza con una cima adatta, consulta fonti nautiche affidabili e guarda il video dimostrativo quando hai bisogno di verificare i passaggi. Una buona preparazione rende ogni uscita più sicura e ti permette di vivere il mare con maggiore tranquillità.