Una cima lasciata male può compromettere un ormeggio, danneggiare un parabordo o complicare le manovre a bordo. Imparare i nodi nautici aiuta a lavorare con più sicurezza, sia durante una vacanza in barca sia nelle uscite su una barca a vela.
Queste legature devono tenere sotto carico, ma anche sciogliersi quando serve. In questa guida trovi le tecniche essenziali per fissare, unire le cime e creare asole, con controlli pratici prima dell’uso.
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Per ripassare i movimenti richiesti all’esame di patente nautica, puoi guardare questo video:
Punti chiave
- Scegli il nodo in base alla funzione: fissare una cima, creare un’asola, unire due cime, accorciare o impedire che il capo scorra.
- I nodi più utili a bordo sono parlato, galloccia, bozza, gassa d’amante, nodo di scotta, nodo inglese, Savoia e margherita.
- Prima di applicare il carico, controlla che il nodo sia ordinato, che la coda sia abbastanza lunga e che la cima non presenti abrasioni o fibre danneggiate.
- Materiale, diametro, umidità e tipo di carico influenzano la tenuta della legatura; il carico di rottura della cima non coincide con quello del nodo.
- In caso di nodo bloccato, riduci prima la tensione e sciogli la legatura in sicurezza, senza tirare il capo sotto carico.
Come scegliere i nodi nautici in base alla funzione
Prima di imparare i passaggi, devi capire quale funzione deve svolgere il nodo. Un nodo per fissare i parabordi non serve allo stesso scopo di quello usato per collegare due cime.
| Funzione | Nodi utili | Utilizzo tipico |
|---|---|---|
| Fissare | Parlato, galloccia | Piccoli fissaggi, parabordi |
| Creare asole | Asole fisse, ancorotto | Punti di ormeggio, anelli e una bitta |
| Unire | Piano, bandiera, inglese | Prolungare o collegare cime |
| Accorciare o isolare | Margherita | Ridurre la lunghezza senza tagliare |
| Fermare la cima | Savoia o otto | Impedire che il capo scorra |
I nodi scorsoi possono stringersi attorno a un oggetto o a una cima, ma non sono adatti a un fissaggio permanente. Per ripassare i principali nodi marinari, puoi consultare anche questa guida ai nodi più utili.

Prima di iniziare, usa una cima asciutta e senza sfilacciamenti. Esercitati con un diametro simile a quello che utilizzerai a bordo, perché una cima rigida o molto sottile cambia la sensibilità del nodo.
Nodo e miglio nautico: l’unità di misura della velocità
Quando senti dire che una barca procede a 6 nodi, non si parla del nodo fatto su una corda. Il nodo è un’unità di misura della velocità.
Un nodo corrisponde a un miglio nautico percorso in un’ora. La stessa definizione descrive la percorrenza di un miglio nautico nell’arco di un’ora.
Per convertire il dato in chilometri orari:
- 1 nodo equivale a un miglio nautico all’ora, cioè 1,852 km/h.
- 5 nodi equivalgono a cinque volte un miglio nautico all’ora, cioè 9,26 km/h.
- 10 nodi equivalgono a dieci volte un miglio nautico all’ora, cioè 18,52 km/h.
Per calcolare la velocità in nodi, considera quante volte percorri un miglio nautico e dividi il risultato per le ore impiegate. Per esempio, se percorri 10 miglia nautiche in due ore, la velocità è di 5 nodi.
Il solcometro e l’origine della misura
L’unità deriva dall’antico solcometro, uno strumento che misurava la distanza percorsa contando gli intervalli tra i nodi di una sagola. La sagola aveva nodi regolari, mentre il solcometro contava gli intervalli che scorrevano durante la navigazione. Questo sistema collegava il solcometro al miglio nautico. Il solcometro ha dato così origine alla misurazione nautica della distanza nel tempo.
Prima di stringere: prepara bene la cima
La parte più importante non è tirare con forza. Disponi correttamente i giri delle cime, evitando sovrapposizioni casuali.
Lascia sempre una coda sufficiente dopo il nodo. In genere, una coda troppo corta può scorrere via, mentre una troppo lunga può impigliarsi nelle manovre o finire in acqua.
Controlla anche il punto di carico usato per l’ormeggio. Una cima passata su uno spigolo tagliente si consuma, anche se il nodo è stato eseguito bene. Prima di usare la cima, verifica che non presenti abrasioni, zone appiattite, bruciature o fibre allentate.
Nodi per fissare: parlato, galloccia e bozza
Nodo parlato per parabordi e piccoli fissaggi
Il nodo parlato è pratico per fissare i parabordi alla battagliola. Si stringe rapidamente e si scioglie con facilità, ma non va usato da solo per carichi importanti o alternati.
- Passa il capo della cima attorno alla battagliola.
- Incrocia il capo sopra la parte fissa della cima.
- Fai un secondo giro attorno alla battagliola.
- Porta il capo sotto l’ultimo giro e tiralo nella direzione del carico.
- Aggiungi un mezzo collo se il fissaggio può muoversi o ricevere strattoni.
Verifica prima dell’uso: il nodo deve aderire alla battagliola, senza giri sovrapposti o disordinati. Controlla che la coda resti abbastanza lunga.
Nodo di galloccia o di bitta
Questo nodo di galloccia è indispensabile durante l’ormeggio. La cima non viene annodata in senso stretto: il nodo di galloccia è una sequenza ordinata di giri, non un nodo tradizionale.
Per realizzare il nodo di galloccia, segui una serie regolare di passaggi. Le cime devono restare ordinate e ben appoggiate.
- Fai un giro completo attorno alla base della bitta.
- Porta la cima alternativamente sopra i due corni.
- Ripeti gli incroci formando una serie regolare di otto.
- Chiudi con un ultimo giro sotto il corno più vicino al carico.
- Tira la parte libera per assestare la cima.
Verifica del nodo di galloccia: gli otto devono essere puliti e la cima non deve uscire dai corni. Lascia una coda libera. Controlla che il nodo di galloccia riceva il carico nella direzione corretta rispetto alla bitta.

Nodo di bozza per trasferire temporaneamente la tensione
Il nodo di bozza serve a prendere o scaricare temporaneamente il carico di una cima. È utile quando devi regolare una cima di servizio, una drizza o una cima di lavoro senza lasciare tutto il peso sulle mani.
Per eseguire il nodo di bozza, procedi con calma e controlla ogni passaggio.
- Per iniziare il nodo di bozza, usa una cima ausiliaria abbastanza resistente e avvolgila sulla cima in tensione.
- Nel nodo di bozza, realizza due o tre giri ravvicinati verso il lato che sopporta il carico.
- Completa il nodo di bozza fissando il capo libero a un punto solido, con un parlato o su una galloccia.
- Trasferisci lentamente la tensione e controlla che il nodo di bozza non scivoli.
- Esegui la regolazione necessaria solo dopo aver verificato che il carico sia stabile.
Verifica del nodo di bozza: controlla che la legatura non scivoli e che il punto di fissaggio sia solido.
Non affidarti a un nodo di bozza improvvisato per sostenere carichi critici. Le cime bagnate, molto lisce o di diametro diverso richiedono controlli più frequenti, quindi procedi lentamente.
Nodi per creare asole: la gassa d’amante
La gassa d’amante crea un’asola fissa che non si stringe sotto carico. È uno dei collegamenti più importanti a bordo, perché può unire le cime a un anello, a una bitta o a un punto di fissaggio.
- Forma una piccola asola nella parte fissa della cima.
- Fai passare il capo libero dal basso verso l’alto dentro l’asola.
- Porta il capo intorno alla parte fissa della cima.
- Riporta il capo dentro la piccola asola, seguendo il percorso inverso.
- Tira prima la parte fissa e poi il capo libero per assestare il nodo.
Verifica prima dell’uso: l’asola deve restare della misura desiderata e il capo libero deve uscire in modo ordinato. Se il nodo è montato al contrario, può perdere la sua tenuta.
Il nodo di ancorotto svolge una funzione simile quando devi collegare una cima a un anello o a un occhio metallico, come un golfare; una redancia può proteggere l’occhio della cima. Rispetto a questo nodo, avvolge maggiormente il punto di aggancio e si adatta bene ai collegamenti sottoposti a trazione continua; per una terminazione permanente, puoi valutare un’impiombatura compatibile con l’attrezzatura. Non sostituire mai una connessione prevista dal produttore dell’ancora o dell’attrezzatura.
Nodi per unire due cime
Nodo di scotta e nodo bandiera
Il nodo di scotta è indicato per unire due cime, soprattutto quando hanno diametri diversi. Il nodo bandiera è una variante utile per collegare una cima a un anello, a un occhiello o a un punto di fissaggio.
Per eseguire il collegamento:
- Forma un’asola con la cima più grossa.
- Fai passare il capo della cima più sottile dentro l’asola.
- Avvolgi il capo attorno alla parte doppia dell’asola.
- Inseriscilo sotto la propria parte fissa.
- Tira le due parti fisse in direzioni opposte.
Verifica prima dell’uso: nel nodo di scotta, il capo della scotta più sottile deve rimanere ben visibile e abbastanza lungo. Con carichi variabili, preferisci una versione doppia del nodo.
La differenza principale riguarda quindi il punto di collegamento. Il primo unisce due tratti, mentre il nodo bandiera è adatto quando una cima deve essere fissata a un occhiello o a un supporto. Trovi altri esempi nella guida passo-passo alle legature.
Nodo inglese per diametri uguali
Il nodo inglese, conosciuto anche come nodo del pescatore, unisce due corde simili. È compatto e affidabile, ma può diventare difficile da sciogliere dopo un carico elevato. Il nodo piano non è sempre la scelta più adatta per collegare due tratti sottoposti a carichi variabili.
- Avvicina i due capi delle corde in direzioni opposte.
- Con il primo capo, forma un nodo semplice attorno alla seconda corda.
- Ripeti la stessa operazione con il secondo capo attorno alla prima corda.
- Tira le due parti fisse per avvicinare i nodi.
- Taglia o sistema le code solo dopo il controllo finale.
Verifica prima dell’uso: i due nodi semplici devono bloccarsi uno contro l’altro. Lascia code sufficientemente lunghe e non usare questo collegamento se prevedi di doverlo sciogliere rapidamente.
Nodo Savoia e nodo margherita
Il nodo Savoia, chiamato anche nodo a otto, è un nodo di arresto per le cime. Si realizza all’estremità di una cima per impedirle di scivolare dentro un bozzello, un anello o una galloccia.
- Forma un’asola incrociando il capo sopra la parte fissa.
- Passa il capo dietro la parte fissa.
- Inseriscilo nell’asola dal lato opposto.
- Tira entrambe le parti per compattare la forma a otto.
Verifica prima dell’uso: la sagoma deve essere chiara e la coda non deve uscire dal nodo. Non usarlo come unico sistema di fissaggio per una cima.
Il nodo margherita serve ad accorciare una cima senza tagliarla. Il nodo margherita è utile quando una cima è troppo lunga o vuoi tenere una parte ordinata, ma non offre una riparazione definitiva per una sezione danneggiata.
- Disponi la parte da accorciare in tre tratti paralleli.
- Forma un’asola su ciascun lato del tratto centrale.
- Fai passare il tratto centrale attraverso le due asole laterali.
- Tira le parti fisse per stringere il nodo.
- Mantieni il carico regolare e non sottoporre il nodo a strattoni improvvisi.
Verifica il nodo margherita prima dell’uso: controlla che le asole siano bloccate e che il nodo non si apra quando la cima perde tensione.
Materiali, carichi e nodi bloccati
Il comportamento delle cime varia in base al materiale. Il poliestere offre poco allungamento e buona resistenza all’ambiente marino. Il nylon assorbe meglio gli strappi grazie alla sua elasticità, ma può perdere prestazioni quando è bagnato. Il polipropilene galleggia, mentre le fibre ad alto modulo, come il Dyneema, hanno poco allungamento e richiedono attenzione a calore, pieghe e sfregamento.
| Materiale | Caratteristica principale | Attenzione |
|---|---|---|
| Poliestere | Poco allungamento e buona stabilità | Controlla l’usura da sfregamento |
| Nylon | Elasticità e assorbimento degli strappi | Considera umidità e carico dinamico |
| Polipropilene | Leggerezza e galleggiamento | Sensibile a sole e abrasione |
| Dyneema | Alta resistenza e minimo allungamento | Usa nodi e raggi di curvatura adatti |
Il carico di rottura della cima non coincide con quello della legatura. Ogni nodo riduce la resistenza in misura diversa, quindi non basarti sull’aspetto dell’intreccio. Consulta i dati di resistenza delle cime e considera un margine adeguato, soprattutto per ancoraggio e permanenza in banchina.
Se una legatura si blocca dopo pioggia, sale o forte tensione, non tirare subito il capo libero.
- Riduci il carico usando una bozza, un verricello o un secondo punto di sostegno.
- Verifica che nessuna persona si trovi nella direzione di ritorno della cima.
- Allenta i giri con le mani protette o con un attrezzo non tagliente.
- Sciogli la legatura partendo dalla coda e non dalla parte sotto tensione.
- Sostituisci la cima se presenta schiacciamenti, bruciature o fibre danneggiate.
Per approfondire la pratica puoi consultare anche questa videoguida ai nodi marinari, ma la sicurezza viene prima della rapidità di esecuzione.
Domande frequenti
Qual è il nodo più utile per fissare un parabordo?
Il nodo parlato è pratico per fissare rapidamente un parabordo alla battagliola. Si scioglie con facilità, ma per carichi importanti o alternati serve una soluzione più adatta.
Qual è la differenza tra gassa d’amante e nodo di galloccia?
La gassa d’amante crea un’asola fissa che non si stringe sotto carico e può collegare una cima a un anello o a un punto di fissaggio. Il nodo di galloccia serve invece a fissare una cima a una bitta attraverso una sequenza ordinata di giri.
Quale nodo usare per unire due cime di diametro diverso?
Il nodo di scotta è indicato soprattutto quando le due cime hanno diametri diversi. Con carichi variabili è preferibile realizzare la versione doppia e lasciare code sufficientemente lunghe.
Perché un nodo può bloccarsi dopo un forte carico?
Pioggia, sale, sfregamento e tensione elevata possono compattare la legatura e renderla difficile da sciogliere. Riduci il carico con una bozza o un secondo punto di sostegno, poi allenta i giri senza esporti alla direzione di ritorno della cima.
Il nodo marinaro è la stessa cosa dell’unità di velocità?
No, il nodo usato per una legatura è diverso dal nodo come unità di misura della velocità. Un nodo nautico corrisponde a un miglio nautico percorso in un’ora, cioè 1,852 km/h.
Impara i nodi marinari e usali con criterio
In barca bastano poche legature: nodo parlato, galloccia, bozza, nodo savoia, gassa d’amante, nodo di scotta, nodo inglese e nodo margherita. Sono sufficienti per affrontare molte manovre quotidiane e prepararti alla patente nautica.
Una legatura ordinata non è solo una buona prova di arte marinara, ma una scelta concreta per vivere il mare con più sicurezza. Esercitati lentamente, controlla le cime e verifica ogni legatura prima di applicare il carico.
